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Rendiconto dell'imposta sul valore aggiunto

L’imposta sul valore aggiunto influenza la vostra contabilità e il relativo rendiconto può essere allestito nel seguente modo:

  • rendiconto effettivo (dichiarazione della cifra d’affari in base al tasso previsto dalla legge e dell’imposta precedente deducibile): dovete inoltrare un rendiconto ogni tre mesi;
  • rendiconto con l’ausilio di aliquote saldo: dovete dichiarare la vostra cifra d’affari (incl. l’imposta sul valore aggiunto esposta nella fattura ai vostri clienti) ogni sei mesi, moltiplicandola per l’aliquota saldo autorizzata dall’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC). In questo modo è dedotta in maniera forfetaria l’imposta precedente, che non deve essere determinata.

Inoltrate il modulo di rendiconto spontaneamente entro 60 giorni dalla fine del periodo di rendiconto e pagate contemporaneamente il debito fiscale. Se vantate un credito nei confronti dell’AFC, quest’ultima vi rimborsa il denaro entro 60 giorni dalla ricezione del modulo di rendiconto.

La periodicità del rendiconto per la dichiarazione dell’imposta e dell’imposta precedente dipende dal sistema di rendiconto che scegliete. Di massima, si tratta del rendiconto in base alle controprestazioni convenute. In quest’ambito sono determinanti la data di fatturazione al cliente o la data di ricezione della fattura del fornitore. Potete altresì chiedere l’autorizzazione di procedere al rendiconto in base alle controprestazioni ricevute: in questo caso, l’imposta e l’imposta precedente devono essere dichiarate nel periodo di rendiconto in cui è stato effettuato il pagamento. Il metodo di rendiconto scelto deve essere applicato almeno per un periodo fiscale (anno civile).

Imposta sul valore aggiunto: panoramica sui termini e le scadenze