Violazioni
La violazione degli obblighi previsti nelle Convenzioni di Ginevra sono purtroppo una triste attualità. Civili feriti o uccisi, prigionieri torturati, rapimenti di personale umanitario: la strada è ancora lunga affinché i principi inderogabili del diritto internazionale umanitario siano finalmente rispettati in modo universale. Ogni Stato firmatario si impegna a perseguire penalmente le violazioni gravi di questi trattati. Di conseguenza, simili crimini devono essere perseguiti e puniti in Svizzera - indipendentemente dal luogo in cui il reato è stato commesso e a prescindere dal fatto che il reo sia un militare o un civile. Le infrazioni gravi rientrano inoltre nei crimini di cui si occupa la Corte penale internazionale.
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Le Convenzioni di Ginevra compiono 60 anni
In guerra e durante i conflitti armati non tutto è consentito. Le Convenzioni di Ginevra fissano dei limiti, volti a garantire la protezione delle vittime.Firmati il 12 agosto del 1949 nella città di Calvino, i quattro trattati stanno alla base del diritto umanitario internazionale. Essi si prefiggono da un lato di proteggere le persone che in un conflitto armato non partecipano (o non partecipano più) alle ostilità, dall’altro di disciplinare il comportamento dei combattenti durante il conflitto, limitandone l’azione.
60 anni delle Convenzioni di Ginevra
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In realtà l’origine delle Convenzioni risale già al XIX secolo. Dopo avere organizzato il soccorso alle vittime della sanguinosa Battaglia di Solferino del 1859, fu il ginevrino Henry Dunant a lanciare l’idea di una protezione internazionale degli esseri umani nelle situazioni di conflitto. I suoi sforzi culminarono nell’adozione della prima “Convenzione di Ginevra per il miglioramento delle condizioni dei militari feriti in guerra”, nel lontano 1864, e più tardi nella creazione del Comitato Internazionale della Croce Rossa. L’idea rivoluzionaria di questo ordinamento sopranazionale non si rivelò tuttavia sufficiente a proteggere efficacemente le persone in periodo di guerra, soprattutto durante i due conflitti mondiali che nel secolo scorso devastarono il pianeta. Particolarmente lacunosa si rivelò la difesa di coloro che non partecipano (più) attivamente al conflitto (civili, naufraghi, feriti, prigionieri, personale medico). Dopo la seconda guerra mondiale furono quindi elaborate le quattro convenzioni attualmente in vigore. Firmati finora da 194 Stati, i testi sono poi stati completati da tre protocolli aggiuntivi (due del 1977 e uno del 2005).
Le Convenzioni proteggono le persone e i beni coinvolti o che rischiano di rimanere coinvolti in un conflitto armato e limitano il diritto dei belligeranti di scegliere i mezzi e i metodi di combattimento. Eccone alcuni punti salienti:
- Protezione dell’integrità fisica e morale di coloro che non partecipano al conflitto, ma anche del materiale sanitario, delle ambulanze e degli ospedali. Le parti in conflitto devono garantire loro cure e assistenza.
- Diritto al rispetto della vita, della dignità e dei diritti personali (segnatamente delle garanzie giudiziarie) dei combattenti catturati.
- Limite nella scelta dei metodi e dei mezzi di guerra (in particolare: divieto di infliggere torture o ulteriori pene o sofferenze inutili).
- Obbligo per le parti in conflitto di distinguere fra popolazione civile e obiettivi civili da una parte e obiettivi militari e combattenti dall’altra.
Per la Svizzera le Convenzioni di Ginevra hanno un’importanza particolare sotto vari punti di vista. Da un lato perché sul suo territorio ha sede il Comitato internazionale della Croce rossa (CICR), principale organizzazione internazionale incaricata di garantire l’applicazione delle disposizioni delle Convenzioni di Ginevra. Dall’altro perché la Svizzera è lo Stato depositario delle Convenzioni e in quanto tale ha degli obblighi ben precisi, come quello di conservare la versione originale dei trattati, di inviarne delle copie certificate conformi a tutti gli Stati membri e di registrarne le modifiche. Infine, la promozione e il rafforzamento del diritto internazionale umanitario fanno parte priorità e degli obiettivi di politica estera della Confederazione.
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Ultimo aggiornamento: 30.07.2009
